Bòghes dopo Visioni dal Mondo: una settimana da ricordare

Il coro canta con Maurizio Nichetti, direttore artistico del festival

Si è conclusa l’esperienza di Bòghes – Storia di un coro sardo a New York al 12° Festival Internazionale del Documentario Visioni dal Mondo di Milano.

Per il film diretto e prodotto da Francesco Pupillo e coprodotto da Valeria Orani è stata la prima vera presentazione pubblica, all’interno del Concorso Italiano – Lungometraggi.

Una settimana intensa, fatta di proiezioni, incontri professionali, pubblico, stampa e nuovi contatti per il futuro del film.

Una première diventata festa

La proiezione milanese ha avuto un carattere particolare grazie alla presenza a sorpresa del Coro “Paulicu Mossa” di Bonorva, protagonista del documentario.

I coristi si sono esibiti dal vivo prima e dopo la proiezione, trasformando la sala in una naturale prosecuzione del film e regalando al pubblico un momento inatteso e molto partecipato.

Non è mancato anche un divertente siparietto con Maurizio Nichetti, direttore artistico di Visioni dal Mondo, che ha contribuito a rendere l’atmosfera ancora più spontanea e familiare.

In sala erano presenti il regista e produttore Francesco Pupillo e la coproduttrice Valeria Orani.

Per Bòghes è stato il primo incontro con un pubblico festivaliero dopo un percorso di lavorazione durato due anni, a partire dai materiali girati durante il viaggio del coro a New York nel giugno 2024.

Q&A dopo la prima proiezione, con Francesco Pupillo e Valeria Orani, moderati da Alessandro Arangio Ruiz

Dalla Sardegna a Milano, passando per New York

Bòghes racconta il viaggio del Coro Paulicu Mossa di Bonorva negli Stati Uniti, chiamato a esibirsi a New York insieme allo scrittore americano Jeff Biggers nello spettacolo In Sardinia.

Da quel viaggio è nato un racconto più ampio: non solo la cronaca di una trasferta, ma il ritratto di una comunità, del suo modo di stare insieme e del rapporto tra identità, territorio e apertura verso il mondo.

Per quasi tutti i coristi si trattava del primo viaggio oltreoceano. Nessuno parlava davvero inglese, ma tutti portavano con sé una lingua capace di attraversare confini e distanze: il canto. Leggi la scheda su IMDB a questo link.

Le prime recensioni

La presentazione a Visioni dal Mondo ha portato anche le prime letture critiche del film.

Emilia Manca ha sottolineato in particolare il rapporto tra poesia, identità e viaggio, descrivendo Bòghes come un racconto capace di trasformare il coro in vero centro emotivo dell’opera:

“Pupillo mostra una capacità magistrale nel rendere protagonista assoluta del racconto la poesia, della quale il Coro Paulicu Mossa di Bonorva si fa custode, interprete e mittente.”

Nella recensione viene evidenziato anche il contrasto tra il microcosmo di Bonorva e la vastità di New York, fino a individuare proprio nella libertà lasciata ai protagonisti una delle intuizioni più riuscite del film:

“La geniale intuizione di Pupillo è stata quella di abbandonare il tentativo di contenere l’entusiasmo esplosivo dei protagonisti […] e di lasciare che l’entusiasmo definisse i confini del racconto.”

Particolare attenzione viene dedicata anche al modo in cui il film racconta l’incontro tra culture, con il canto che invade strade, metropolitane e parchi trasformando temporaneamente la città:

“New York non è più solo lo sfondo del viaggio: diviene spazio attivo di relazione, nel quale le voci di Bonorva dialogano con la città e i suoi abitanti.”

Di segno più asciutto, ma ugualmente positivo, il commento di Andrea Mario, che ha definito il film:

“Un documentario semplice, leggero ma molto emozionante!”

e ne ha apprezzato soprattutto la misura narrativa e la capacità di chiudere il racconto senza forzature:

“La pellicola trae le sue conclusioni, chiudendosi in maniera onesta e non pretenziosa.”

L’accoglienza ricevuta durante la settimana milanese ha restituito così al film una prima pluralità di sguardi, confermando quanto il viaggio del coro riesca a essere letto non solo come racconto musicale, ma anche come storia di appartenenza, scoperta e confronto con l’altro.

Una settimana di incontri e nuove opportunità

Il regista e produttore Francesco Pupillo alla presentazione ufficiale

La partecipazione a Visioni dal Mondo ha rappresentato anche un’importante occasione professionale.

Durante il festival Bòghes ha attirato l’attenzione di stampa e addetti ai lavori, aprendo nuove conversazioni sul possibile percorso internazionale e distributivo del film.

La settimana milanese ha confermato una delle ragioni per cui i festival restano centrali nella vita di un documentario indipendente: non soltanto per i premi, ma per la possibilità di far incontrare un’opera con pubblici, programmatori, broadcaster e professionisti che possono accompagnarla oltre la sua prima proiezione.

Il percorso non è ancora finito

L’esperienza di Visioni dal Mondo non si conclude con la fine delle proiezioni in sala.

Bòghes concorre infatti ancora per il Premio MYmovies, assegnato dalla community di MYmovies ONE.

Il film sarà visionabile online fino alle 23:59 del 26 settembre 2026. Clicca qui per guardare in streaming!

Per chi non ha potuto partecipare alla proiezione milanese, sarà quindi ancora possibile vedere il documentario online e sostenerlo all’interno del concorso.

E ora?

Una delle domande arrivate più spesso in questi giorni riguarda la possibilità di vedere Bòghes anche in Sardegna.

Alla domanda se sia prevista una distribuzione nelle sale dell’isola, il regista e produttore Francesco Pupillo risponde senza esitazioni:

“Certamente. Bòghes nasce in Sardegna e appartiene profondamente alle persone e ai luoghi che racconta. Vogliamo che possa essere visto anche lì, sul grande schermo. Forniremo tutti i dettagli prestissimo.”

La storia del film, quindi, è appena cominciata.

Dopo Milano, Bòghes si prepara ora a proseguire il proprio percorso tra festival, nuove proiezioni e occasioni di incontro con il pubblico.

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